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LA PRIMA DONNA A… DIRE NO!

18 February 2022

FRANCA VIOLA: LA STORIA DI UNA DONNA CHE DISSE NO AL MATRIMONIO RIPARATORE
Franca a 15 anni si fidanza con Filippo, inizialmente appoggiata dai genitori... finché non si scopre che Filippo è nipote di un noto mafioso del paese.
Per questo motivo il padre di Franca decide di rompere il fidanzamento. Filippo inizia a seguire una brutta strada: finisce in prigione più volte, entra in un giro di criminalità, crea una banda di delinquenti.
Il fatto che il padre di Franca avesse posto fine al fidanzamento non va giù a Filippo e per questo decide di minacciarlo, ma nonostante i soprusi e gli atti di bullismo lui non cede.

IL RAPIMENTO
Il 26 dicembre del 1965, però, Filippo e la sua banda irrompono a casa di Franca: picchiano la madre, distruggono tutto ciò che vedono, finché infine non trovano Franca e decidono di portarsela via... con il fratellino attaccato alle gambe che fino all'ultimo implora di lasciarla andare. Viene tenuta prigioniera, senza cibo o acqua per giorni, subendo continue molestie e provocazioni, arrivando fino all'abuso.
Solo il 6 gennaio la polizia la trova, la libera ed arresta la banda. L'unico pensiero di Filippo è solo “Beh, tanto ora sarà obbligata a sposarmi” (la Legge italiana, infatti, scagionava l’artefice che sposava la vittima… il famoso “matrimonio riparatore”). Invece no, perché Franca rifiuta di sposarsi, e si va a processo: è la prima volta che una donna sceglie di dichiararsi “svergognata” e sfidare queste regole d’onore, sfidando anche la mafia.
Nonostante le gravi minacce, un’opinione pubblica altamente ostile, lei era convinta: “non sono proprietà di alcun uomo, nessuno può obbligarmi a stare con una persona che non rispetto. L’onore lo perde chi fa certa cose, non chi le subisce”.

IL PROCESSO
Durante il processo si trova pure a cambiare avvocato a causa di “cose losche” e un tentativo di corruzione da parte della famiglia del rapitore.
Filippo si difende cercando di sminuire la sua credibilità: “avevamo già avuto più rapporti quando stavamo insieme, a casa sua quando non c’era nessuno”. Per fortuna le sue parole valevano poco e la richiesta del suo legale di una perizia viene respinta dal Giudice. Il processo si conclude con 11 anni di carcere per lui e la sua banda.
L’opinione pubblica non capisce, non empatizza con lei. Non sembra essere passato tanto tempo in effetti dato che, anche oggi, si tende a colpevolizzare la vittima: “Com’eri vestita”, “cos’hai fatto”, “cosa hai detto”, “l’hai provocato”. Eppure lei è andata avanti, senza guardarsi indietro. Senza paura, perché “se non hai paura di morire muori una volta sola”.

NUOVA VITA
I vari “zitella” e “nessuno ti sposerebbe mai” non ebbero la meglio: il 4 dicembre del 1968 si sposa con Giuseppe Ruisi, nonostante le minacce di Filippo. Arrivano persino gli auguri del Presidente della Repubblica e del Consiglio, del Ministro dei trasporti (che le regala persino un biglietto ferroviario per un mese per tutta Italia). Dopo 10 anni, Filippo Melodia esce di prigione e viene ucciso da ignoti.
Finalmente una nuova vita, giustizia e… un grande passo rivoluzionario per tutte le Donne.

CURIOSITÀ
Questa storia rappresenta la crescita civile dell'Italia e Franca è sicuramente il volto dell’empowerment femminile. Purtroppo però il “matrimonio riparatore” e il “delitto d’onore” scompaiono dal codice penale solo nel 1981… buona parte della politica italiana del tempo era contraria! Nel 1970 la sua storia ispira Damiano Damiani che gira “La moglie più bella”.
Oggi Franca vive ancora ad Alcamo, ha 74 anni e ha avuto tre figli.


Senza dubbio una Donna Rivoluzionaria, che con un semplice "no" (e una dura battaglia...) ha posto le basi per l'abbandono dall'immagine della Donna-Oggetto: ancora oggi la strada è lunga, la mentalità non è del tutto cambiata e purtroppo c'è ancora una forte tendenza al victim blaming. Tuttavia ciò che ci proponiamo di fare è proprio lottare per questo, insieme, come grandi Donne Rivoluzionarie.

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